Il rigore della Colonia

Con la fine della seconda guerra mondiale termina la stagione delle colonie climatiche marine realizzate sui litorali durante il ventennio fascista. All’interno delle colonie si mirava a recuperare i valori della vita collettiva all’aria aperta e dell’esaltazione della cura del corpo secondo una retorica tipica del regime. L’abbandono progressivo a partire dagli anni ‘80, ha lasciato molto spesso all’interno delle città costiere delle “cavità costruite”. Il recupero di queste anomalie urbane si rende sempre più spesso necessario per porre rimedio alle politiche urbanistiche degli anni ‘70 e ‘80 e per avviare processi di rigenerazione urbana. Proprio tra Pisa e Livorno, dal recupero dell’ex colonia Calambrone, sta rinascendo una parte del litorale pisano che si candida a diventare il terzo polo costiero toscano dopo Marina di Pisa e Tirrenia. Ricercate unità abitative, nuova edilizia popolare, co-housing, centri commerciali, complessi turistici, centro congressi, campi da golf e piscine, il tutto immerso nella splendida pineta marittima, all’interno del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Un ambizioso masterplan capace di insediare oltre 3000 nuovi abitanti, dotato di servizi e spazi pubblici; una parte di città moderna e vivace, che si sviluppa lungo direttrici longitudinali e parallele che ricalcano la morfologia del luogo, innestandosi nel tessuto urbano esistente. Un ruolo strategico nell’ambizioso piano di recupero urbano spetta alle colonie elioterapiche di Calambrone, strutture architettoniche di chiara matrice piacentiniana il cui progetto originale è però stato redatto di volta in volta da diversi progettisti dell’epoca, che ne definivano schemi distributivi e stili. La “colonia femminile” è stata completamente recuperata dagli architetti Paolo Fabbro e Antonino Valenti. Le volumetrie originali presentano elementi compositivi interessanti come le emergenze cilindriche e la presenza dei porticati, elementi unificatori dei prospetti. La pianta, molto articolata, è costituita da vari padiglioni collegati dai porticati coperti, dai quali si aprono molteplici visuali sul mare. Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione ha mantenuto inalterato il serrato dialogo tra l’esterno e l’interno, l’articolazione delle volumetrie e gli apparati esterni, modificando l’assetto funzionale interno al fine di consentire un cambio di destinazione d’uso delle strutture, destinate alla ricettività turistica. Sono quindi stati creati spazi centralizzati – centro fitness, bar, pizzeria, ristorante, bazar – e unità residenziali private con soluzioni che ricalcano gli accostamenti cromatici e materici originari, nel pieno rispetto dei vincoli architettonici, paesaggistici e ambientali. Particolare attenzione è stata posta alle pavimentazioni, tutte in gres porcellanato, che hanno fedelmente riprodotto la policromia originaria che all’epoca individuava le differenti funzioni all’interno della colonia. La notevole mole degli impianti, integralmente ricostruita, non è percepibile dall’esterno grazie alla creazione di opportuni cavedi impiantistici in prossimità di servizi, corridoi e disimpegni. La finitura interna delle unità si richiama agli accostamenti cromatici dell’epoca utilizzando una palette di colori tipicamente marini, dal bianco al blu, all’azzurro e al turchese; dove possibile sono state riproposte le applique su disegno di quelle originali. Le aree esterne sono state oggetto di una ricostruzione filologica, sulla base delle foto aree e dei disegni originari di progetto; percorsi e forme originarie degli spazi destinati al verde sono state integrate con le mutate esigenze funzionali della struttura. All’interno del complesso, è stata realizzata una grande piscina con due gazebo in legno che accolgono il bar e gli spogliatoi. Vivere immersi nel verde, nel clima mediterraneo, di fronte al mare: un sogno sul litorale pisano. A Calambrone.

Testo di Alessandro Beato
Foto di Giovanni Ghiandoni


Intervento: progetto di riconversione di una struttura turistico ricettiva
Luogo: Calambrone, Pisa
Progettisti: Paolo Fabbro, Antonino Valenti
Committente: I.C.S. Immobiliare Centri Servizi srl
Anno di redazione: 2006
Anno di realizzazione: 2008
Costo: euro 10.000.000,00
Imprese esecutrici: Impresa Gradassi srl e Impresa Aretusa Costruzioni srl per opere edili; Impresa Bottoni Costruzioni srl e Impresa Culligan SpA per realizzazione piscina e opere connesse; Impresa Catarsi Enzo & C. snc per infissi e opere in alluminio; Impresa Martelli Termoidraulica srl per lavori termo-idrici; Impresa Abate srl per movimeni di terra e piazzalizzazioni
Imprese fornitrici: Punto Luce di Preziuso Emilio per impianti elettrici e speciali
Dati dimensionali: ha 4,5; superficie utie mq 10.000